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venerdì 2 ottobre 2015

Samsung trucca test delle tv: Consumano più di quanto dichiarato

In una spirale strana ed inspiegabile, nel giro 
di due settimane sono usciti fuori numerosi
bluff di alcune tra le società più ricche e potenti al mondo.
Dopo lo scandalo Volkswagen, che pare vedere coinvolte anche altre case automobilistiche, ed il caso Google che tarocca le visualizzazioni, ecco a voi la Samsung che imbroglia sull'aspetto meno influente nella scelta di una tv: i consumi.
Ebbene sì, la società coreana con il complesso d'inferiorità nei confronti di Apple, ha, apparentemente, truccato i test sui consumi delle proprie tv.
La ComplianTv, l'organizzazione indipendente ad aver sputtanato reso pubblica la ricerca, ha dimostrato come la Samsung avesse installato dei software per camuffare i consumi reali, un po' come il brevettato metodo Volkswagen.
La Commissione Europa dichiara che indagherà sull'accaduto e nel mentre il colosso coreano si difende: "Ma dai, a nessuno importa dei consumi della tv. Guardate i nostri nuovi televisori a fantastiliardi di colori e super-mega-iper HD!"

JP

mercoledì 30 settembre 2015

La Francia pagherà 25 cent al chilometro per chi andrà a lavoro in bici

Ebbene sì, la patria della baguette e delle "omelette du fromage" darà ben 25 cent a chilometro a tutti coloro che andranno in bici a lavoro.
L'iniziativa in questione figura nel "pacchetto verde" di Segolene Royal, ministro dell'ecologia e della solitudine amorosa.
Come funzionerà? Sarà possibile imbrogliare? 
Teoricamente, non essendo possibile stabilire con certezza il chilometraggio o l'effettivo utilizzo del mezzo a pedali, dovrà occuparsi del controllo il datore di lavoro
Ora voi direte: "ma che gli frega al datore di lavoro?"
Ecco la genialata, sarà il datore di lavoro a dover anticipare il rimborso e quindi a dover prestare attenzione alla faccenda.
Tutto ciò appare davvero futuristico ed estremamente intelligente, ma chiediamo cosa ne pensa un Paese nel quale questa riforma è entrata in vigore nel lontano 1997, quando Facebook era solo l'imbarazzante album scolastico, i cellulari pesavano 4 Kg ed il revenge porn consisteva nel far odorare le proprie dita agli amici.

- "Salve Signor Hercule Poirot, detto il 'Belgio', cosa può dirci riguardo l'iniziativa del ministro Masturbazione Regale?"
- "Sacrebleu, Montpellier, Tour Eiffel! Je pensè che questa iniziativè non serve a una baguette!"

Quello che il nostro folkloristico amico voleva dirci è che tutti i dati inerenti all'iniziativa sostengono che l'impatto sia quasi pari a zero. Logicamente parlando non si utilizza l'auto per arricchirsi, bensì per necessità.
Chi utilizza l'automobile per andare a lavoro, di certo non può cambiare le proprie abitudini, non per denaro e anche se fosse, non di sicuro per qualche spicciolo al giorno!

JP

martedì 22 settembre 2015

Volkswagen: Gas auto

"Era dal '45 che non ricevevamo una bolletta del gas così salata"
- Die Zeitung (giornale tedesco)
"Pretendiamo un rispetto rigoroso delle regole da parte degli stati dell'UE"
- Merkel sugli stati dell'UE, mica sul rispetto delle regole americane.
"Finalmente abbiamo una scusa per essere secondi alla Toyota, ci hanno ritirato le macchine"
- Der Spiegel (giornale tedesco)
"Porca troia"
- Financial Times Deutschland in "Termini puramente tecnici sul mercato della VW"
"Doccia fredda per la Germania"
- Ebreo che cerca di fare il simpatico nonostante sia ebreo
"Questa storia getta del fango su tutti noi!"
- Tizio qualunque di nome Gas
"E pure su di me!"
- Vin Diesel (capiteci, ridiamo con poco)


Bene. Dall'incipit avrete già capito quanto odiamo la Germania. Motivo? Beh siamo italiani, non c'entra niente la politica o quant'altro, ce l'abbiamo nel DNA.
Ma cosa è successo veramente con la Volkswagen, una delle case produttrici di automobili di maggior rilevanza?
In parole povere tutto questo scandalo partito dagli Stati Uniti d'America è nato perchè le loro auto diesel avevano un software particolare che, qualora fossero state sottoposte ad un controllo sulle emissioni, le avrebbe fatte risultare a norma di legge.

Dati che indicano il prezzo delle azioni VW forniti da Google.

Come potete vedere da questo semplicissimo grafico che ottenere semplicemente cercando Volkswagen stock su Google, il gruppo Volkswagen ha perso una quota considerevole del suo capitale, si stima attorno ai 15 miliardi di dollari; inoltre, un'ulteriore perdita di 7.3 miliardi è stata prevista per far fronte alla correzione di tutti gli autoveicoli che presentano un livello di emissioni troppo alte.
Per ultimo, ma non meno importante, il gruppo simbolo della rigorosità tedesca dovrà quasi sicuramente affrontare una causa penale negli Stati Uniti per aver di fatto violato brutalmente la legge, con una penale stimata di 18 miliardi di dollari, 37.500 dollari per 500.000 vetture non a norma.
In tutta Europa e l'Australia, ma soprattutto in Asia, si contano 11 milioni di veicoli totali truccati e stanno cominciando a sollevarsi polveroni per far aprire inchieste simili a quella americana dato che, quasi sicuramente, avranno ladrato il più possibile anche lì. Asia che ricordiamo ospita ormai il 40% delle vetture VW, il che sarebbe un colpo ancora più forte per la casa di produzione tedesca che, in appena due giorni, ha perso un terzo del suo valore in borsa. 
Cercheremo di tenervi il più aggiornati possibile



lunedì 14 settembre 2015

Produttore ricercato per aver pugnalato un attore

L'attore/produttore Andre Gustavo Salaman Bautista, in arte Andre Bauth, è ricercato dalle autorità di Los Angeles per aver pugnalato un altro attore, Clayton Haymes. No, non vi preoccupate, Colton Haynes è vivo e vegeto.
Ma io so perfettamente che vi starete chiedendo chi minchia sono questi due uomini. Bene, non ne abbiamo assolutamente idea quindi ci siano affidati a IMDb (Internet Movie Database) per riuscire a capire che non hanno fatto niente nella loro carriera tranne produrre the Bay, vincere un emmy come produttore e recitare in telenovelas colombiane.
Curioso come uno dei loro ultimi lavori sia proprio "El Landlord" (il proprietario di casa in inglese), infatti tra i due vi era proprio questo tipo di rapporto. Oltre ad aver partecipato assieme al film, nella vita reale Bauth aveva dato in affitto la sua casa ad Haymes ed è proprio lì che, durante una goliardica serata in cui si beve e si scherza, Bauth ha ammesso di poter vincere 5 Oscar. Molto probabilmente si stava riferendo ad alcuni schiavi colombiani di nome Oscar ma in ogni caso la sua dichiarazione ha provocato uno scoppio di risate fra tutti i partecipanti alla festa.
E in quel momento cosa fa il buon AndregustavosalamandelavegadondiegogarcialopezdemanciaBautista? Da buon colombiano prende un coltello e pugnala ai polmoni il collega.
La vicenda non è ancora conclusa dato che Bauth è riuscito a scappare senza lasciare traccia, sarà per il suo sangue da criminale venditore di armi e coca colombiano.
Cercheremo di tenervi informati il più possibile o, molto probabilmente, ci dimenticheremo tutto tra pochi giorni!

Ma io la faccia da colombiano non ce la vedo.
Sembra troppo gentile.

sabato 12 settembre 2015

Obama non starà nell'hotel dei cinesi



Barack Obama e la delegazione americana non soggiorneranno più all’hotel Waldorf Astoria, in occasione dell’Assemblea generale dell’ONU. Il 42° piano dell’albergo ospitava, da oltre cinquant’anni, i rappresentanti alle Nazioni Unite del Dipartimento di Stato, ma, ora, è stato sostituito con il vicino New York Palace Hotel.

Pare che, alla base di questa scelta, ci sia l’acquisto dell’hotel da parte della Anbang, un gruppo di assicurazioni cinese.

La Casa Bianca si è limitata a giustificare il fatto con un: “circostanze mutate, che includono possibili preoccupazioni per la sicurezza, ma anche i posti disponibili, il prezzo»”.
Ora, per i posti disponibili, l’hotel ha 1400 stanze e tutti i dipendenti cinesi vivono ammassati in unica camera tre metri per tre.
Per la storia del prezzo, invece, dubito che Obama si metta a cercare su Trivago le offerte migliori per soggiornare in albergo.
Resta, quindi, un’unica possibilità: il presidente avrebbe provato fastidio a sentir ripetere: «Waldolf Astolia» o «Plesident Balack».

Altri giornali hanno, invece, ipotizzato che si tratti di una questione di sicurezza nazionale e che Pechino possa spiare il presidente.

«Ciao, amole mio!»
«Michelle, non ricordavo tu fossi così chiara di carnagione… e con gli occhi a mandorla… e così dedita alla nobile arte del ping pong».
«Ho impalato, mentle tu eli via con Beal Glylls»
«Chi?»
«Beal Glylls!»
«Cosa? Bel Glils? Non ti capisco!»
«BEEEL GLYLS!!!»
«Bo, non capisco! Michelle, guarda che cosa carina! Sul cuscino, invece del cioccolatino, hanno lasciato un biscotto della fortuna».
«E cosa dice?»
«Dice: “La nazione che guidi, presto, sarà soggiogata da un popolo fiero, potente e comunista”».
«Le solite pledizioni geneliche, valide pel tutti! E nel mio cuscino?»
«No, niente biscotto: ci hanno messo un involtino primavera».
Intanto, da fuori, sarebbero arrivate le urla della sicurezza: «Presto, acciuffate quel panda! È sospetto!»

giovedì 10 settembre 2015

Casamonica a Porta a porta: Bruno Vespa risponde alle critiche



Bufera su Bruno Vespa, accusato di aver mitizzato, nel corso di Porta a porta, un criminale.
Ma, ora, Berlusconi non c’entra, quindi passiamo alla faccenda dei Casamonica!

Nella puntata di martedì di Porta a porta sono stati invitati la figlia e il nipote di Vittorio Casamonica, capo del clan omonimo, protagonista di quel funerale, svoltosi a Roma lo scorso 20 agosto, di cui si è parlato molto negli ultimi venti giorni.
Un funerale tamarrissimo, con tanto di rose lanciate da un elicottero, banda musicale, etc! E la figlia non se ne pente, anzi dice che lo avrebbe rifatto. Perché ai Casamonica piace fare le cose in grande. Dev’essere per questo che, martedì sera, Vespa non ha messo manco un plastico: loro l’avevano chiesto in scala 1:1, con vista su Piazza di Spagna!

Vera Casamonica, durante la trasmissione, ha cercato anche di difendere alcune scelte discutibili fatte per il funerale del padre. La musica del Padrino c’era solo perché a lui piaceva quel film; la scritta “Hai conquistato Roma” voleva dire: “Hai conquistato i cuori di Roma”; non era vestito da papa: gli piaceva solo, abitualmente, vestirsi di bianco con un crocifisso enorme, tant’è che, durante la foto, lui aveva dei pantaloni blu!
A carnevale, insomma, mi faccio i baffetti, mi metto una mascherina e un cappello a falda larga neri e, poi, guai a dirmi che sono Zorro! Non lo vedete che ho indosso i jeans?

Molte critiche sono state rivolte a Vespa. Una tra tutte (tanto sono tutte, più o meno, simili): «Se fosse stata una trasmissione su una tv privata non avrei avuto niente da dire», ha dichiarato l’assessore di Roma alla legalità, Alfonso Sabella, «ma è andata sul servizio pubblico».
Vabbè, personalmente, questa storia del servizio pubblico mi sembra che venga tirata fuori solo quando qualcuno se ne ricorda. Teniamo conto che la Rai è pur sempre quella che ha dato l’Isola dei famosi e relega gente come Corrado Augias in fasce orarie penose!

Non che Bruno Vespa se la sia cavata meglio, rispondendo alle critiche: «Noi, che siamo molto attenti, abbiamo invitato due persone incensurate e molto vicine al defunto».
Vabbè, dai, ‘sta storia dell’essere incensurato non è che regga tanto. Anche Stalin credo lo fosse, eh!

La difesa che azzardo a favore della trasmissione è che questa si basa sugli ascolti e i Casamonica hanno dimostrato di farne (più di quando è invitato Renzi, per dire). Il problema, però, è che sono state invitate delle persone che bramano la spettacolarizzazione, che amano essere sotto i riflettori. Già oggi potranno vantarsi di essere così importanti da essere stati ospiti di uno dei più importanti programmi di Raiuno (per la prossima stagione, sognano già Ballando con le stelle). E tutto questo a loro piace perché i Casamonica sono fatti così, l’ho detto prima: a loro piace fare le cose in grande. E piace loro così tanto che, figuratevi, hanno chiesto che i sondaggi di Mannheimer arrivassero al 130%

mercoledì 9 settembre 2015

Caso Scattone: stendiamo l'ennesimo velo pietoso

Oggi metterò da parte la mia solita scrittura bonaria e un po' cazzeggiona per parlare di un fatto, di per sé insignificante, che ha scatenato il popolo del web. Da bravo blogger, non potevo non raccogliere le vibrazioni dell'etere e rielaborarle a modo mio.

Il fatto è collegato ad uno più vecchio, avvenuto nel 1997, ed è balzato agli onori della cronaca nera italiana come "l' omicidio di Marta Russo" o "il delitto della Sapienza". Ve lo riassumo in poche righe:

A seguito della morte della studentessa di giurisprudenza Marta Russo, viene aperta un' indagine, la quale porterà a uno dei processi più combattuti degli ultimi vent'anni, che avrà come imputati due assistenti della facoltà di filosofia della Sapienza: Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. Non vi annoierò con i dettagli, ma il processo andò avanti tra mille polemiche, fantasiose ricostruzioni, spesso smentite, dei fatti, testimonianze trattate e ritrattate e l'immancabile macchina del'informazione italiana che non si tira mai indietro quando si tratta di tirare merda su qualcuno.
Nel 2003, e non senza polemiche da tutte le parti, arrivò la sentenza definitiva, che condannava i due imputati a scontare una condanna di 5 anni e 4 mesi per omicidio colposo, aggravato dalla colpa cosciente. -Non starò qui a menarvela sul significato di questa sentenza, vi basti sapere che omicidio colposo vuol dire "commesso senza l'intenzione", tipo le gravidanze prima dei sedici anni- Scontata la sua pena, la cassazione riabilita completamente entrambi, tramite la riabilitazione penale, e decide di non interdirli dai pubblici uffici e di non levar loro i diritti politici. E questo ci catapulta ai giorni nostri.

È di ieri, infatti, la notizia che il dott. Scattone -che chiamerò dottore perché nessuno sembra intenzionato a farlo- tornerà a fare il proprio lavoro: l'insegnante. Poteva una sì succulenta notizia, l'assunzione di un cinquantenne ad insegnante di ruolo, passare inosservata? Ovviamente no!

Visto che tutta internet mi spiattellava questa faccenda sotto al naso, sono andato a leggere le notizie che, come mi aspettavo, non parlavano del fatto in sé (tranne riportare la comprensibile frustrazione dei genitore di Marta Russo che mi asterrò dal commentare per rispetto alla famiglia della vittima), ma facevano un costante riferimento ai fatti avvenuti nel '97. Annoiato dagli articoli, sono andato a vedere cosa pensasse il popolo della rete a riguardo della vicenda. Purtroppo neanche stavolta sono rimasto sorpreso. La rete è infatti diventata un alveare di api polemiche, pronte a protestare per l'assunzione di un uomo che, ricordiamolo, ha scontato la propria pena ed è quindi, secondo la nostra costituzione, riabilitato completamente. Uomo che, vale la pena di ricordare, è stato assunto dopo essersi qualificato decimo ad un concorso nazionale per ottenere il passaggio di ruolo, dopo oltre dieci anni di precariato passato sempre e comunque tra le polemiche, che lo portarono, in un'occasione, perfino a rinunciare al proprio lavoro e alla sua unica fonte di sostentamento (oltre che unica fonte per pagare i risarcimenti alla famiglia della vittima e le spese processuali). La carica degli indignati e, casualmente, guidata proprio da quegli insegnanti che si sono classificati con un punteggio inferiore a quello del dott. Scattone -"Ah, cavolo! Sono talmente imbecille da usare un fatto avvenuto 20 anni fa per attaccare qualcuno più competente di me nel mio lavoro! Forse forse è una fortuna non essere passato"-

A rincarare la dose, ci si sono messi i leoni da tastiera - e si, mi rendo conto del paradosso che sto creando, scrivendo sulla rete da dietro un monitor per attaccare chi scrive sulla rete da dietro un monitor- che non si sono risparmiati dal postare commenti pieni di indignazione e insulti nei confronti dell'insegnante. -Ed è proprio questo che mi ha fatto incazzare-

Perché accanirsi in questo modo su un uomo che ha già abbondantemente pagato per il suo errore? Perché avventarsi in questo modo su qualcuno che cerca di ricostruire la propria vita? Ma soprattutto, perché queste ingiurie vengono dalle stesse persone che difendevano Corona? Perché vengono dalle stesse persone che condividono i contenuti di un blog fondato da un omicida colposo plurimo? Perché questi attacchi provengono da coloro che sono sempre pronti a sventolare la nostra costituzione e gridare allo scandalo, quando non hanno la benché minima idea di cosa ci sia scritto in quei 139 articoli? Perché una notizia di per sé bella, il passaggio a ruolo di un insegnante, deve diventare l'occasione per attaccare un uomo che ha la sola colpa di voler fare il proprio lavoro per vivere?

Penso che a tutti noi farebbe bene -e scusate la banalità- vivere e lasciar vivere.

Aggiornamento della vicenda: Oggi Scattone ha dichiarato all'Ansa che rinuncerà all'incarico.

martedì 8 settembre 2015

Matrimonio canonico: riforma del processo per la nullità



La Chiesa, nei secoli, si è macchiata di atrocità, come (in ordine di numero di vittime) l’Inquisizione, le Crociate e l’indissolubilità del matrimonio. Quest’ultima è stata, per fortuna, un po’ mitigata dalla previsione della nullità, in presenza di talune cause, come:
- errore di persona:
«Non è la donna che volevo sposare».
«Guarda che è lei».
«Impossibile: la mia era molto più magra»;
- impotenza dell’uomo:
«E vabbé, ci credo: è ingrassata troppo!»
- timore: nello specifico, il timore che si avveri una minaccia, in caso di mancato assenso al matrimonio. La minaccia deve essere seria e grave… Non tanto per il vizio della volontà, ma per logica: se uno accetta un male grave come il matrimonio, non voglio immaginare cosa tutto gli sarebbe potuto capitare;
- etc…

Guardate quanto è felice!
E sapete perché è così felice?
Perché lui non può sposarsi!
Il pontefice ha presentato oggi le due lettere motu proprio (documenti fatti, di propria iniziativa, dal Papa e che hanno valore di legge. Un po’ come l’SMS che manda la vostra fidanzata o vostra moglie, quando vi impedisce di uscire, senza di lei, a ubriacarvi con gli amici) con le quali ha riformato tale processo di nullità del matrimonio canonico, così da renderlo più veloce e semplice.
Così, la prossima volta che vostra moglie vi dirà di non andare a ubriacarvi, potrete minacciarla più facilmente di lasciarla!

Fino a oggi, il procedimento constava di due giudizi (un primo grado e un appello) che, qualora non fossero stati concordi, sfociavano in un terzo, di fronte alla Rota romana, che concludeva il tutto, dicendo la sua.
Il procedimento era rimasto pressoché identico per tre secoli, tant’è che credo che sia possibile, fino all’8 dicembre, quando la riforma entrerà in vigore, chiedere lo scioglimento del matrimonio se il proprio coniuge è giansenista.

L’obbligo della seconda sentenza conforme è stato abolito e, così, il primo giudizio (che dovrà avvenire in massimo un anno), in assenza di una richiesta di appello, sarà immediatamente esecutivo.
A questo procedimento, ne sarà affiancato uno nuovo, affidato al vescovo. In assenza di contenzioso tra le parti e in caso di prove evidenti («insomma, padre, guardi mia moglie: ma, secondo lei, fossi stato sano di mente davanti all’altare, avrei accettato di stare con ‘sta cosa qui?»), il vescovo fungerà da giudice, in un processo che dovrà concludersi entro massimo 30 giorni.
Questi sì che sono processi brevi! Altro che quelli dello Stato! Bergoglio sta iniziando a farmi tifare per il potere secolare! Mi sa che divento guelfo… A tal proposito, credo che, fino all’8 dicembre, sarà possibile instaurare il procedimento anche nel caso che il proprio coniuge sia ghibellino! Dal 2016, basterà essere fan di Marylin Manson.

Ha dichiarato Satana, a proposito di questa riforma: «Per millenni, sono stato accusato dalla Chiesa di essere un mostro, quando non si sono mai accorti che il loro matrimonio è in grado, più delle mie tentazioni, di rendere spregevoli le persone! Sono felice di vedere che ci sia stata questa riforma. Non avete idea di quanti mariti, ogni giorno, arrivino da me all’Inferno, pregandomi di non fare entrare le mogli».

venerdì 4 settembre 2015

Papa Francesco dall'ottico per comprarsi gli occhiali: a chi può fregare e a chi no



Papa Francesco è il Papa umile per eccellenza, amato da tutti, sin dalla sua prima apparizione, un po’ alla maniera di Obama, ma senza la motivazione dell’essere nero. Perché Papa Francesco è umile e ha deciso di donare la sua melanina ai più poveri di abbronzatura.
E questo amore che la gente ha per la sua umiltà fa sì che si crei la notizia su qualsiasi cosa “nel normale” lui faccia.
Come quello che è capito ieri, quando si è presentato in un negozio di ottica al centro di Roma per cambiare i suoi occhiali.
Ecco: la notizia, in fondo, finisce qui!
Si possono giusto aggiungere alcune piccolezze che dimostrano la sua umiltà:
- ha chiesto che venissero cambiate solo le lenti e non la montatura, per risparmiare;
- è arrivato solo con il suo autista, senza guardie del corpo, a bordo di un’utilitaria;
- gli servono gli occhiali perché è così umile che ha preferito spogliarsi anche degli occhiali.

Insomma, non c’è molta notizia, eppure questa storia ha fatto il giro di molti quotidiani, in tutto il mondo. Perché? Semplice: perché è il Papa!

E qui arriviamo al vero punto del mio articolo. Se io stesso affermo che non c’è notizia, perché ne scrivo?
Non perché mi interessi di Bergoglio che prende gli occhiali, ma perché mi incuriosisce la reazione di molte persone, disinteressate come me alla faccenda. Perché queste non fanno come me: non dicono: “sti cazzi” e passano alla notizia seguente? No! Molti devono fare una dannata (aggettivo assolutamente azzeccato, visto il protagonista) apologia del “chi se ne fotte”!

Il solito benaltrismo è il commento più scontato che si può trovare: “c’è altro a cui pensare, non gli occhiali del Papa”. Hai ragione: c’è la crisi! Se non si fosse parlato del Papa, sono sicuro che si sarebbe risolta!
I giornalisti dovrebbero occuparsi di altro? Quanti giornalisti ci sono a spasso, che non fanno una mazza? Scrivere un articolo come questo non blocca il mondo dell’editoria e non basta neanche a monopolizzare l’informazione. Dai, si è parlato di più del trailer di Star Wars, nei mesi passati! Fingete che Francesco sia Obi-wan e andate avanti!
Certo, era più facile immaginare Ratzinger come Palpatine – ve ne do atto -, ma questa è un’altra storia.

Poi, oggi, ho sentito, per caso, un discorso. Era una cosa del tipo: “mio nonno, a 90 anni, andava da solo a comprare gli occhiali e nessuno lo ha trattato da eroe”.
Beh, che novità! E questo? Questo cosa c’entra? Pensateci un attimo: perché, se affrettate il passo per riuscire a prendere l’autobus, non vi si incula nessuno, ma, se corre Usain Bolt, c’è la notizia? E perché, se state scopando con il/la vostro/a ragazzo/a, non c’è nessuno ad applaudire, ma, intorno a Rocco Siffredi o Lisa Ann o Sasha Grey, mettono le telecamere?

E, ora, dovrete scusare il gioco di parole che sto per propinarvi: se uno normale fa qualcosa di normale, è normale. Se uno speciale (e per “speciale” intendo anche solo ricco o famoso) fa qualcosa di speciale, è normale. Se il nonno di prima, che andava a comprare gli occhiali da solo, avesse fatto un party a base di coca e groupie e bruciato una stanza di albergo avrebbe fatto più notizia che se lo avessero fatto gli Who, negli anni ’70! E, di conseguenza, se uno speciale, come il Papa, fa qualcosa di normale, ecco che quel qualcosa diventa speciale.

E, se davvero non vi interessa del Papa… Beh, che lo scrivo a fare! Manco ci siete arrivati fin qui! Io non ci sarei arrivato!